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Misfatti di confine tra ’500 e ’700

copertina_misfattiIl 2013 è stato un anno speciale per la Partecipanza e la Comunità di San Giovanni in Persiceto, nel rispetto di una tradizionale cadenza novennale, si è rinnovato infatti un patto stipulato tra persicetani oltre sei secoli fa. L’anno delle Assegnazioni delle terre, quelle strappate ai paludosi boschi della Bassa e tenacemente rese fruttifere nel tempo.

Queste terre “divise” vennero assegnate secondo precise regole agli “originari” abitanti del castello di San Giovanni in epoca rinascimentale, attorno al 1542, mentre il nome di “repartantes” è già documentato nel 1459. In un anno speciale di divisioni-assegnazioni si è scelto di attivare un progetto di ricerca storico-archivistica ideato in collaborazione tra l’Archivio di Stato di Modena, il Comune di San Giovanni in Persiceto e il Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto, volto a conoscere se e fino a che punto le divisioni tra terre e territori influiscono sulle vite degli “uomini di confine”, di coloro che abitano sulle fasce contermini, in senso lato i “rivali”. Un tema imperniato sul binomio distinzioni/differenze-commistione/contaminazione che si è deciso di indagare per terre a noi vicine: il confine tra Bolognesi e Modenesi.

È nato così, su progetto e coordinamento di Patrizia Cremonini, dell’Archivio di Stato di Modena, “Il confine che non c’è. Bolognesi e Modenesi uniti nella terra di mezzo”, ciclo di iniziative triennali volto a esaminare la fascia di cerniera in cui noi viviamo e che nel corso dei secoli è servita a segnare diversi tipi di confine: tra antichi popoli e gruppi etnici, tra stati ed eserciti, tra culture, lingue e linguaggi.

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hello Wamba

Un fiore che cresce nel deserto. Molto più di un’immagine poetica, o letteraria. Questa è davvero una gemma, una pietra preziosa incastonata nella savana più dura e aspra. Si chiama Catholic Hospital Wamba, ha un’anima africana e un cuore italiano, quello dei missionari che lo pensarono e progettarono negli anni Sessanta e di un medico di Castellanza che quarantaquattro anni fa ne prese le redini, e nel tempo lo ha fatto crescere fino a farne la terza struttura ospedaliera del Kenya.

Wamba è un villaggio, più propriamente un insieme di baracche a sette ore d’auto da Nairobi. Ma la gente di quei territori sa che lì, in un trionfo di bouganville, c’è un’oasi di salute e di speranza a cui fare riferimento. Un ospedale che serve una popolazione di circa duecentomila anime, che grazie all’opera di proselitismo di Prandoni porta specialisti di tutto il mondo nel cuore dell’Africa, che educa al mestiere del “dare e fare per il prossimo” la gente locale. Non solo cure per il corpo, ma anche per la mente: scuola, educazione, formazione. Perché è così che questo continente immenso, magnifico e contraddittorio può uscire dalle sue infinite difficoltà. E al Catholic Hospital Wamba l’hanno sempre saputo.

Per vedere, capire, conoscere questo posto bisogna immergercisi a fondo. Come ha fatto Paolo Genovesi, fotografo ravennate di rara sensibilità, decidendo di inoltrarsi su questi sentieri, di incrociare questi sguardi, di documentare questo cammino di speranza. Questo libro è il suo progetto realizzato: immagini delicate, suggestive, che comunicano sentimenti veri. Immagini che vanno dritte al cuore. Che viaggiano insieme ai testi di Marco Tarozzi. Ne esce una storia africana che sentiamo vicina: entrarci vuol dire anche aiutare quel fiore nel deserto a crescere rigoglioso.

Il ricavato del libro sarà devoluto per sostenere la farmacia del Catholic Hospital di Wamba.

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Un’esplosione di fantasia

“Il libro documenta cinque anni del Carnevale persicetano, dal 2007 al 2011: un periodo emblematico al fine di offrire al ‘lettore’ un quadro sufficientemente esaustivo della manifestazione. Nel contempo vuole essere un omaggio a tutti coloro che, a vario titolo, si impegnano per tener viva questa centenaria tradizione. Una full immersion che offre al lettore l’opportunità di rivivere, attraverso le immagini, un evento straordinario di rara bellezza…”.

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Pubblicazione a cura di Maglio Editore e Marefosca Edizioni

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