Istorie di un Basilisco

Corriere di Bologna/Cultura, 15 aprile 2013

tra i narratori c’è anche un bolognese

«Wikifiabe» made in Bologna
Ecco il sito che le raccoglie tutte

Le novelle passano dal vecchio libro al web
Sul portale anche sezioni audio e multimediali

 

BOLOGNA – Una volta le mamme raccontavano favole ai propri figli per farli addormentare, lo fanno ancora oggi. Le novelle però non sono, quasi più, lette su un libro ma su un computer. E’ il progetto “Ti racconto una fiaba”, un sito (www.tiraccontounafiaba.it) che raccoglie oltre 1500 storie scritte da bambini, appassionati o narratori. Tra di loro anche le narrazioni del bolognese Giampiero Brenci con le sue dieci “vocinovelle”. “Le fiabe sono vere, sono una spiegazione generale della vita”, scriveva Italo Calvino nell’introduzione del suo libro “Fiabe Italiane”. “Lì è racchiuso il perché della mia idea – spiega Manuel Ronzoni, ideatore del progetto – tutto è nato dal mio blog 4 anni fa. Creavo novelle mie, poi ho introdotto i grandi classici finché non ho iniziato a ricevere storie da autori”. Per Manuel il recupero della fiaba è uno strumento educativo per la crescita, un contenitore di realtà.

 

IL SITO – Il portale è diviso in più sezioni: didattica, multimediale con storie audio e video, fiaba 140 (per essere postata su Twitter), fino a racconta tu. Si va da quelle più famose, i Fratelli Grimm o Carlo Collodi, alle sconosciute. Chiunque può inviare la propria narrazione, che sia scritta da un professionista o il frutto della fantasia di un bambino. I temi sono classici: amore, ricerca della felicità, lotta tra bene e male. Le più moderne invece toccano tematiche attuali: razzismo, ecologia, consumismo.

 

STORIE DA BOLOGNA – A far parte del progetto anche un bolognese, Giampiero Brenci, ex programmatore che oggi si definisce “un pasticcere di fiabe”. La sua è una passione coltivata sin da bambino, “scrivo temi da sempre”, dice. Una decina le storie pubblicate sul sito col quale Giampiero collabora da due mesi: tre sono racconti solo da leggere, gli altri in versione audio, le “vocinovelle”. Il suo è un sequel, si parte da “Il gabelliere Aristide Scannabecchi”, racconti articolati con un’impronta giallistica, ambientati nella Bologna del 1500. “L’intento – spiega – è sfidare chi legge, stuzzicarlo, dargli una sferzata mentale”. Niente re o principesse dunque, ma personaggi come sacco di pulci, il nonno detto il peste, il carabiniere Aristide, addirittura Leonardo da Vinci, “l’importante – dice – è sapersi prendere in giro e divertirsi”.

I LETTORI – Il sito è stato replicato anche in inglese: “I’ll tell you a story” (www.itellyouastory.com) lo stesso progetto con fiabe diverse, in versione anglofona. Il British Council, l’ente britannico per la promozione della lingua inglese, lo ha anche citato come risorsa di apprendimento (www.teachingenglish.org.uk/links/i-tell-you-a-story). Non solo fiabe per bambini insomma, “questi racconti sono trasversali”, ne è convinto Manuel e a dargli ragione sono le dimensioni del fenomeno: “Oltre 500 autori nel mondo – spiega – 3mila visitatori al giorno, secondo i risultati di Google analytics, due App ufficiali per Android ed Apple con finora 150mila download”. L’invito è quello di leggere ciò che più incuriosisce o lasciare che a scegliere siano i nostri ricordi di bambini.

Noemi Bicchiarelli

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