Salariate dell'amore

Anobii, 30 aprile 2011

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Salariate dell'amore

Leggendaria

Salariate dell'amore. Storie e faccende di meretrici nell'Ottocento bologneseChi frequenta le biblioteche sa che le carte d’archivio “parlano”, anzi raccontano se le si sa leggere e interpretare. E di racconti è fatto in gran parte questo volume a quattro mani che mette a tema la prostituzione nel territorio bolognese, in particolare a San Giovanni in Persiceto, in una Italia che nei decenni post–unitari pare ossessionata dalle malattie veneree, fenomeno peraltro comune a tutta l’Europa. Le due autrici, la bibliotecaria Sara Accorsi e la medico psichiatra Anna Natali – con una passione, evidentemente, anche lei per gli archivi – si sono divise il compito: la Accorsi ci restituisce una serie di figure di prostitute e altri personaggi che con loro hanno avuto a che fare (medici, politici locali, militari, guardie municipali) mentre la Natali ha spulciato le “carte” per raccontarci il quadro di riferimento (regolamenti, legislazione e precendenti storici). Un doppio registro che fa emergere non solo una realtà locale che appare “esemplare” della grande e pervasiva presenza del “meretricio” nelle maglie di una società che affronta grandi trasformazioni – si pensi soltanto, ad esempio, alla massa di uomini che arrivano a nord dopo l’introduzione delle leva obbligatoria – ma anche quei meccanismi di potere e controllo che, in forme e modi diversi, tuttora sono presenti nel modo in cui il fenomeno viene affrontato. Sebbene gran parte delle fonti utilizzate siano documenti della cosiddetta “letteratura burocratica”, il testo fornisce viva rappresentazione di un tempo e di una condizione in cui sulle prostitute si è esercitata una pressione sociale politica e culturale di estrema durezza. «A chi leggerà il compito di riconoscere fra le pagine quanta umanità, quanta violenza, quanta disperazione, quanto dolore e anche quanta simpatia può manifestarsi nei protagonisti delle storie qui narrate», concludono le autrici.

Anzola verso l'Unità d'Italia

Anzolanotizie, marzo 2011

Salariate dell'amore

APERTAmENTE

di Valentina Borghesani

Prendi due donne d’oggi, la sensibilità letteraria di una e le conoscenze mediche e psicologiche dell’altra. Ponile davanti a 30 anni di burocratica pornografia (letteralmente “scrittura sulla prostituzione”) ottocentesca. Leggi quanto ne emerge e comincia a riflettere. Suscitare riflessioni a tutto campo è il principale merito del volume “Salariate dell’amore. Storie e faccende di meretrici nell’Ottocento bolognese”, pubblicato dalla Maglio Editore. Un volume che scorre veloce, a dispetto della mole di dati raccolti e analizzati, e leggero, a fronte della cruda realtà raccontata. Nella prima parte, la mano ironica e narrativa di Sara Accorsi ci trasporta tra le mura domestiche, lungo le strade, fin dentro gli ambulatori e le carceri dove si svolgeva gran parte della vita di quelle donne. L’occhio critico ed esperto di Anna Natali si occupa invece, nella seconda parte, dell’inquadramento storico-legale delle vicende narrate. La prostituzione viene affrontata nel modo più limpido possibile, sempre in bilico tra morale e salute pubblica, dove la libertà dei costumi e dei piaceri si confonde con la miseria e la violenza. Ieri come oggi. Legalizzare, regolamentare, controllare: sarebbe eticamente accettabile? sarebbe realisticamente fattibile? Condannare, punire, redimere: chi e come? con quale fine? Ecco alcune delle riflessioni provocate da questa raccolta di vicissitudini persicetane raccolte dalle autrici nei documenti degli archivi storici, tra la polvere e le pagine ingiallite scritte tra il 1859 ed il 1893. Grazie alla doppia scelta stilistica, le autrici riescono a dar voce a quelle carte ed anima a quelle donne, così lontane nel tempo eppur così attuali nella loro triste vita di donne sfruttate. Rimane solo il mesto sospetto che la storia, lungi dall’essere una severa insegnante, sia più che altro una meretrice: piegata al volere di chi è potente, lasciata sola e reietta ad ammonirci in vano che no, non può fare questo un Uomo.

San Giovanni in Persiceto

Borgo Rotondo

di Alex Caselli

Chi, sostando in una piazza o transitando davanti ad un particolare palazzo non ha mai provato, a un tratto, il desiderio di saperne di più? Le cose vicine tendono (molto spesso ahinoi!) a sembrarci meschine, poco degne di interesse. I profeti, nelle loro patrie, non trovano uditorio perché parlano una lingua nota, che non offre nessun facile esotismo e che, apparentemente, non dice niente di nuovo. Sono, questi, errori di sprovvedutezza, che ci portano a conoscere male proprio ciò che ci riguarda e che fa parte della nostra storia quotidiana. Ciò in cui ci imbattiamo tutti i giorni (un portico, una facciata) e ciò che, in parte, finiamo per essere o diventare. Ecco che, allora, lo stupore improvviso e incontrollato per un scorcio paesaggistico, per un nome letto su una targa commemorativa o per qualsiasi altra cosa degna, può diventare la buona, la giusta occasione per intraprendere un cammino di conoscenza. Con le sue sorprese!

Interpretando questa esigenza, assieme a quella legittima del passante viaggiatore-turista più o meno casuale, i due autori di questa Guida storico-artistica, Monica Mazzacori e Pierangelo Pancaldi, hanno deciso di raccontare il paese di San Giovanni in Persiceto. Questo lavoro ha radici nel passato (una prima versione della Guida era uscita nel 1997), ma viene riproposto oggi, da una Casa Editrice locale (Maglio Editore), in una veste nuova e aggiornata. In un volumetto agile ma non per questo superficiale, con una grafica colorata e dinamica sono presentate le maggiori “attrattive” offerte da questo paese emiliano così ricco di storia, personaggi, idee. Prima di tutto vengono ricostruite le origini dei primi insediamenti e poi del vero e proprio borgo. Una storia che si intreccia a doppio filo con quella italiana ed europea. Ascese e cadute, floridezza economica ed invasioni che rimettono tutto in discussione, poteri brutali e reazioni fantasiose si intrecciano in un a fresco mobile e sintetico.

Dopo questa introduzione il lettore viene accompagnato in una visita al paese che prevede una dozzina di soste nei luoghi considerati degni di nota: gli edifici religiosi significativi, i palazzi rappresentativi, le piazze o le porte più importanti. Attraverso le immagini riportate e le parole degli autori sono ricostruite le storie di questi luoghi fino allo status odierno. E non soli luoghi! Un’intera sezione della guida è dedicata ad una vera e propria galleria dei persicetani illustri (dove troviamo un poeta come Giulio Cesare Croce, una santa oggi molto venerata come Clelia Barbieri, uno storico delle religioni di grande notorietà per gli studiosi com’è Raffaele Pettazzoni), ovvero un discreto numero di donne e di uomini che si sono distinti in uno specifico campo. Oltre ai temi evidenziati dal sottotitolo i due autori hanno giustamente allargato lo spazio di questa guida ad altre sezioni come la gastronomia, le feste, le tradizioni, le note ambientali. E come d’altra parte insegnano Goethe e gli altri grandi protagonisti sette-ottocenteschi dei tours nel Bel Paese, non si può sostare in un centro italiano senza interessarsi della cucina locale e degli scorci paesaggistici delle adiacenti campagne. Così tra un ricordo della pasticceria Bagnoli e della sua famosa torta al cioccolato, dei suoi gustosi e veramente tipici africanetti, tra una passeggiata immaginaria per il territorio rurale e ricco d’acque delle frazioni si arriva ad una ulteriore conoscenza della realtà di San Giovanni in Persiceto.

Non disdegnando poi ciò che è di mera utilità, la Guida si conclude con una sezione informativa che raccoglie i recapiti dei principali luoghi di interesse e di servizio cittadini.

Pochi paesi delle medesime proporzioni di San Giovanni in Persiceto possiedono una guida così efficace. Certo, accanto a preziose raccolte erudite e a biblioteche giustamente fornite di volumi sulla storia locale (e la biblioteca persicetana non difetta assolutamente di questi materiali!), occorrerebbe sempre avere una sintesi agile e mediatrice di sapere come questa, senza retorica, ma per una prima conoscenza. Non per possedere interamente la storia di un luogo (che non sarebbe comunque possibile neanche al più accanito appassionato!), ma per iniziare ad esplorarlo nella lettura e fisicamente. Cosa che riesce gustosissimo fare, a San Giovanni in Persiceto, lasciandosi guidare da uno strumento così calibrato (e utile) com’è, nei fatti, questa guida.

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