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Archimede sogni e colori

Archimede copertina ridottaIl libro dal titolo “Archimede sogni e colori” raccoglie foto e descrizione di opere che rielaborano in forma artistica il pensiero di ragazzi e ragazze alle prese con la scoperta della vita attraverso la trasposizione grafica e plastica di speranze e desideri di un futuro in un ambiente più vivibile, una umanità più inclusiva, una istruzione più approfondita. Un percorso che ha consolidato, inoltre, il forte legame e il processo di scambio socio-emotivo tra un organismo vitale come la scuola e la comunità locale che partecipa attivamente, attraverso un continuo interscambio, a questa sorprendente avventura.
C’è il murale dedicato a Isaac Newton, il dipinto della ragazza che trasforma i petali di un soffione in libri o una reinterpretazione de “L’Albero della Vita” di Klimt. È un’arte che fluisce dalla vocazione alla libertà e al sogno che circola tra i banchi e le cattedre di una storica scuola emiliana permeando visioni, valori, e ambizioni.

L’Istituto di Istruzione Superiore Archimede di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, ha assistito, nel corso degli scorsi anni, ad un fiorire serrato, e di rimarchevole fattura, di opere pittoriche, murales, installazioni e creazioni materiche ispirate e realizzate da intere classi, singoli studenti e insegnanti. Un’operazione inedita, scaturita in alcuni casi dall’esigenza di dare vita e movimento a sbiaditi muri bianchi, in altri casi per vivacizzare le grandi pareti esterne dell’edificio scolastico, e che oggi fa dell’Istituto emiliano, che non prevede corsi di arte nella sua offerta formativa, un crogiolo artistico unico a livello nazionale e una vera galleria d’arte en plein air, e non.

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Ciclistica Bitone (1971 – 2021)

BITONE ridottaHo sempre pensato che una delle fortune della nostra associazione, oltre la qualità dei soci e dei dirigenti, sia quella di avere il nome che indica uno spazio e si identifica con un luogo della città; non una piazza né una strada ma proprio un “luogo” e come tale non registrato dalla toponomastica (vedi Piazza Santo Stefano o quella dei Servi); nome originale e caratteristico per etimo, conosciuto quindi e inoltre emblematico perché i bivi sono nell’essenza della vita. Se i cinquant’anni sono da festeggiare, che il luogo divenga logo, ove l’edificio del bivio, l’immagine, divenga parola… e la bicicletta stia “come su un podio” viaggiando tra due date; mentre la cifra dei primi cinquant’anni sia solida radice, attraversando dalle fondamenta la linea con cui è accennata la curvatura terrestre, confine tra ideale e mondo sensibile. (Luigi Enzo Mattei)

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Un seme gettato nel campo

CopertinaCleliaBarbieri_reduxA Le Budrie, un piccolo paese di campagna tra San Giovanni in Persiceto ed Anzola dell’Emilia è custodita una storia radiosa di vita e di santità, compresa in un frammento di tempo tra il 1846 e il 1870. In questo periodo è vissuta Clelia Barbieri, una bella ragazza, semplice, umile e forte; frutto e dono di quella gente e di quella terra.
I suoi contemporanei, tra cui la mamma, il parroco, il falegname, il cordaio, il fuochista di fornace, il muratore, la bottegaia… ma anche le amiche, le bimbe e le loro mamme ci narrano la sua straordinaria avventura umana e cristiana.
Come un seme, il più piccolo di tutti, gettato nel campo diventa un albero frondoso e ombra consolante per i pellegrini, così Clelia minima tra i minimi è un punto di riferimento, un indicatore di direzione per tutti noi oggi.

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Masotti & Masotti

Copertina_Masotti&Masotti_41x20cmMasotti & Masotti ricorda il titolo del catalogo: Antonio fotografo, Stefano pittore. L’immagine di copertina, con i due riflessi nello specchio di Bendini, è emblematica di un rapporto padre-figlio che sembra non voler avere fine. È una bella vicenda quella che si sviluppa, una storia fatta di momenti che riverberano ricordi e affetti, di sentimenti collegati al filo delle cose che non si dimenticano. Nel reinterpretare le immagini lasciate dal padre, Stefano riesce a cogliere tratti di un remoto vissuto per restituirlo sotto nuove forme.
Ogni foto è un quadro, e ogni dipinto è la relazione di un momento che, specchiandosi nel tempo che viviamo, dà sostanza e valore al ricordo.

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Sotto il fango e sopra la pioggia

GuerraGandini - Copertina_GuerraGandini - Copertina MINI-001 (1)Il diario scritto da Roberto Gandini, nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, è un manoscritto dalle cui pagine trasuda l’esasperazione di un ragazzo catapultato, dalle campagne del mantovano all’altopiano del Carso, a combattere una guerra avulsa da ogni logica quotidiana. Tenere un diario è stata probabilmente la sua risposta a una guerra disumana, un modo per dire “io ci sono e lascio testimonianza dell’accaduto ai posteri, qualunque sia il mio destino”.
Le parole scritte di notte su un taccuino sono rimaste impresse sulle sue pagine fino ai giorni nostri.

Il diario di Roberto Gandini fu pubblicato sul n. 12 di Strada Maestra (1979) pp. 63-105. Questa riedizione del Diario è stata condotta su quella pubblicazione, a causa anche del fatto che a partire dal 7 dicembre 1915 le note sono vergate a matita e che la scrittura a matita col tempo è notevolmente sbiadita: se riusciva problematica la lettura nel 1978-79, come rileva Mario Gandini nella sua “Nota filologica”, a sessant’anni dalla redazione del testo, oggi, dopo oltre cento anni la scrittura è ancora più difficilmente leggibile. Ciò non ha tuttavia impedito il recupero dei nomi di alcune località e riportare alla lezione dell’originale talune correzioni del 1979.

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