Voci dal bazar

L’ultima piazzetta

ultima piazzetta - cover - lowIl volume documenta con foto a colori l’ultimo ciclo pittorico realizzato da Gino Pellegrini a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Vicentino d’origine, tornato da poco da Hollywood, Pellegrini s’insedia in una casa di campagna fra Persiceto e Sant’Agata Bolognese. La sua presenza è un dono del caso che dà subito i suoi frutti. Nel 1982 reinventa uno spazio urbano minore, un ritaglio rettangolare fra vecchie casette operaie, Piazza Betlemme, dove mette in scena il più grande carro allegorico che Persiceto abbia mai avuto, rinnovato in tre successive occasioni.
L’ultima versione, effettuata negli anni Duemila, è quella che vediamo attualmente. Pellegrini elimina ponteggi e tralicci, squarcia i muri lasciando pochi lacerti che sorreggono le finestre con gran virtuosismo pittorico. Qua e là cumuli di tegole e di mattoni, come dopo una gioiosa catastrofe: gioiosa perché le pareti si aprono come sipari su cieli azzurri, dove si affollano simboli nuovi e vecchi del repertorio di Piazza Betlemme, tra fiori, ortaggi e animali di varie dimensioni. E così è passato un terzo di secolo, giusto 33 anni. Nuove generazioni apparse sulla scena ammirano la piazzetta, ignare e incredule che quello che vedono è ormai il terzo o quarto film. “E i precedenti com’erano? E questa storia com’è cominciata?”.

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Canta Mangia Viaggia

copertina-lowRosy Velasco propone al suo pubblico di affezionati e a tutti gli intenditori della buona cucina, 50 ricette di facile esecuzione e sicuro risultato, affiancandole con il vino più adatto e con quei piccoli segreti – che solo l’esperienza di chi cucina tutti i giorni per gli altri e davanti agli altri può dare – per rendere riuscito e originale ogni piatto. Il libro è diviso nelle sezioni antipasti, primi, secondi, contorni e dolci. Ogni sezione è aperta da una ricetta più elaborata che viene “raccontata” da Teresa Strozzapreti, inframmezzando la preparazione gastronomica con il ricordo di una storia d’amore, vera o presunta che sia, con un amante o per la propria mamma. Teresa ci porta in Cina, Sicilia, Australia e in giro per il mondo arabo, ricreando l’atmosfera da cui proviene ciascuna specialità. Rosy e Teresa ci avvicinano ai fornelli con semplicità e simpatia, comunicandoci tutta la loro passione per il cibo e, soprattutto, per la tavola come momento speciale da condividere con chi si vuole bene.
Ogni ricetta è accompagnata da una foto a colori. In appendice, un album fotografico ripercorre la vita, i successi e i viaggi di Rosy.

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I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno

NormandiaIl libro raccoglie documenti e materiali sullo sbarco in Normandia (6 giugno 1944), presentando in modo sintetico le informazioni basilari e fornendo svariati approfondimenti tematici nella forma di un agile dossier. Corredato da numerose foto, mappe e schemi, I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno rappresenta un’ottima introduzione allo sbarco, alla situazione che lo ha originato e alle ragioni del suo successo.
È il compagno ideale per chi vuole visitarne i luoghi ripercorrendo le fasi della battaglie ma anche i sogni e le paure degli uomini che ne furono protagonisti. Le letture proposte dal curatore, Claudio Grita, ci accompagnano dai preparativi fino all’opera sconosciuta dei palombari italiani, impegnati in un lungo e rischioso lavoro di smantellamento e recupero delle imponenti infrastrutture le cui basi furono gettate nelle prime ore di quel martedì fatale. Di grande utilità sono gli apparati, tra cui un prontuario che scioglie oltre mille acronomi usati dai vari eserciti schierati e ricorrenti nella letteratura di storia militare della II Guerra Mondiale. Capire lo sbarco in Normandia e le motivazioni che ne furono all’origine significa capire una buona parte della storia del Novecento e del mondo di oggi che, pur con tutte le sue sfaccettature, è rinato sulle sabbie delle spiagge normanne e tra gli intrichi della vegetazione di bocage.

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Donne da corsa

donne_alvolanteIl volume racconta in modo chiaro e sistematico la vita e la carriera sportiva delle donne che hanno partecipato a gare di Formula 1, Rally, Prototipi, IndyCar, NASCAR, velocità e durata, dalle origini fino ai giorni nostri, con particolare attenzione verso le “pilotesse” italiane come Ada Pace, Maria Teresa de Filippis e Lella Lombardi (l’unica donna a guadagnare punti in un gran premio di Formula 1, nel 1975). Il volume si apre con l’epico racconto del primo viaggio in automobile, quello compiuto da Bertha Benz sulla vettura progettata dal marito, l’inventore Karl Benz, nel 1888. Alle donne recentemente o tuttora impegnate in Formula 1, come María de Villota, Susie Wolff Stoddart, o altre protagoniste come Danica Patrick e Beitske Visser, è dedicata la parte centrale del volume, seguita da una sezione sul rapporto tra le donne e la Formula 1 da un punto di vista fisico-tecnico e nell’opinione di protagonisti come Bernie Ecclestone, Jenson Button e Ron Dennis. Nella sezione sul Rally, ampio spazio è dedicato alla campionessa francese Michèle Mouton e alla pilota e navigatrice italiana Fabrizia Pons. Il libro è arricchito dalle prefazioni di Michela Cerruti, pilota italiana impegnata nella rivoluzionaria Formula E (elettrica), e di Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club Italiano.

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Ma che bontà questa scuola qua!!

copertina_ricette_sitoDalla prefazione. L’uomo esprime il proprio amore per il cibo in un modo che presenta delle costanti in ogni parte del mondo. Unico punto di partenza per ogni essere umano, nell’evoluzione del gusto, è il latte materno… una matrice comune per tutta l’umanità che è giusto sottolineare. Poi viene la differenziazione e i quattro sapori di base, dolce, amaro, acido, salato, sono reinterpretati dalle cucine locali a ogni latitudine. L’indice di gradimento dei diversi sapori varia in funzione della disponibilità dei cibi e delle tradizioni. Attraverso la cucina ogni civiltà esprime infatti, allo stesso tempo, la propria diversità ma anche la propria identità culturale, in questo senso il cibo è cultura. Riflettendo bene, in cucina così come in altri campi, occorre somigliarsi un po’ per comprendersi, ma occorre essere un po’ differenti per arricchirsi l’un l’altro nello scambio.

Viviamo oggi un’epoca di transizione, in cui la società si sta dirigendo verso forme multiculturali. È bello pensare che il terreno comune su cui realizzare l’integrazione delle vecchie e nuove generazioni possa essere ancora una volta proprio la mescolanza e la contaminazione delle usanze culinarie. Soprattutto nella nostra terra d’Emilia, che ha eletto da secoli l’arte culinaria e l’ospitalità a tavola quali regine della propria tradizione locale. La cultura del cibo che sentiamo così viva nella nostra terra è frutto infatti di sedimentazioni e lasciti che i popoli transitati o stabilitisi nel territorio nel corso dei secoli ci hanno donato: la coltivazione etrusca della vite, gli insaccati di carne suina dei Celti, il parmigiano fabbricato dai monaci… fino ad arrivare alle lasagne e ai tortellini, sublime sintesi trionfale di cucina raffinata e popolare realizzata dalle nostre “arzdore”.

Chissà quale sarà l’eredità culinaria che nascerà dalle trasformazioni culturali di oggi? Difficile prevederlo, o anche solo ipotizzarlo. Tuttavia mi piace pensare che sia proprio la scuola dell’Infanzia che accomuna, in un unico processo formativo, bambini provenienti da culture così differenti, a dare una delle note di partenza all’intera orchestra, con la creazione di questo libro di ricette multietniche, in cui ai saporiti piatti locali vengono affiancate le proposte di cucine “altre”, di certo non meno appetibili.

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